Il nuovo regolamento sulla privacy fermerà lo spam?

Il nuovo regolamento sulla privacy fermerà lo spam?

Qual è uno degli incubi peggiori ogni volta che apri Outlook, Mail o qualsiasi altro software per leggere le email?

Ricevere decine, centinaia di email da mailing list a cui non ti sei mai iscritto e da cui non riesci a cancellarti.

Ogni giorno la nostra casella di posta viene invasa da queste email di spam che a volte ci fanno perdere quelle veramente importanti perché, presi dalla foga di mettere lo spam nella posta indesiderata, finiamo col cancellare le email del commercialista, del dentista, della banca.

Molti di noi sperano che da domani la situazione possa migliorare e che finalmente, ci si possa liberare di questo fastidio.

Cosa succede il 25 maggio?

Il 25 maggio entra in vigore a tutti gli effetti il GDPR (General Data Protection Regulation), il nuovo regolamento Europeo per la protezione dei dati personali.

Questo regolamento introduce nuove garanzie per i cittadini europei, rafforzando i precedenti provvedimenti in tema di privacy.

Il GDPR è applicato ai tutte le persone, società e organizzazioni, che raccolgono e gestiscono qualsiasi tipo di dato personale in Europa.

E comprende anche tutti i soggetti che non appartengono all’Unione Europea, ma che di fatto raccolgono i dati dei suoi cittadini, come ad esempio Google e Facebook.

Cosa prevede il GDPR?

Il nuovo Regolamento per la Protezione dei Dati Personali chiarisce alcuni punti specifici che nei precedenti provvedimenti in materia di privacy presentavano alcune lacune.

Con la GDPR il dato personale, che è composto da qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata e identificabile, comprende anche il dato genetico, biometrico e relativo alla salute.

Il consenso per la raccolta ed il trattamento dei dati deve essere chiaro ed esplicito e deve essere dato con una azione positiva ed inequivocabile. 

Inoltre è necessario richiedere il consenso specifico per ogni elaborazione che si vuole effettuare su quel dato.

Non è più possibile inserire arbitrariamente all’interno della lista a cui viene inviata la newsletter, i dati delle persone. Per poterlo fare è necessario chiedere un consenso specifico che deve essere registrato.

I dati devono essere accessibili e soprattutto si può richiederne modifica e la cancellazione oltre al dettaglio sulla finalità e sulla tecniche di profilazione.

In merito alla sicurezza il GDPR prevede norme basilari dome la cifratura dei dati memorizzati, la riservatezza, l’integrità, la disponibilità dei sistemi di trattamento.

Il regolamento istituisce la figura del Data Protection Officer (DPO), che deve garantire la messa in pratica delle norme previste.

Anche i minori sono maggiormente tutelati dal nuovo regolamento: per offrire servizi ai minori di 16 anni è necessaria una specifica autorizzazione da parte dei genitori o del tutore. 

Il GDPR prevede anche il diritto all’oblio che prevede la cancellazione dei dati in determinate situazioni, come ad esempio quando la raccolta del dato è avvenuta in modo illecito.

Cosa succede se non si rispetta il GDPR?

Le sanzioni possono arrivare a 10 milioni di euro o al 2% del totale del volume d’affari globale in alcuni casi, e possono raddoppiare nei casi più gravi, come il trasferimento illecito dei dati personali ad un destinatario in uno Stato terzo.

Tutto questo fermerà coloro che inviano email senza autorizzazione?

Le multe sono salate e i vari scandali in merito alla sottrazione dei dati personali degli utenti di alcune piattaforme social hanno generato una maggiore attenzione nei confronti di questo problema.

Ogni giorno i nostri dati vengono utilizzati per profilarci al fine di mostrarci la pubblicità di prodotti e servizi a cui potremmo essere interessati.

Il settore della raccolta pubblicitaria muove miliardi di dollari per cui credo sia di interesse comune fare in modo che sia regolamentato e che garantisca la tutela dei dati della persona.

Anche da parte delle aziende che investono milioni di euro per promuovere un prodotto o un servizio attraverso l’email marketing, scelgano con attenzione le aziende che sono in possesso delle liste, chiedendo come vengano raccolti e utilizzati i dati in loro possesso.

Rivolgendosi ad aziende qualificate e professionali si ottiene un riscontro migliore in termini di risultati ed è questo quello che conta per tutte le parti coinvolte.

Io sono fiducioso, ma sicuramente ci sarà qualcuno che sarà in grado di aggirare le regole, confidando nel fatto che sia più semplice segnalare una email come spam piuttosto che intraprendere azioni legali.

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