L’e-commerce funziona davvero?

L’e-commerce funziona davvero?

Pochi giorni fa è uscita la notizia di Adobe che ha acquistato Magento, la più famosa piattaforma di e-commerce, per l’ammontare di 1,68 miliardi di dollari.

Anche se la cifra sembra enorme, la stima del volume di affari generato da tutti gli e-commerce che utilizzano Magento è di 155 miliardi di dollari.

Il volume d’affari globale generato dall’e-commerce è di quasi 4 trilioni di dollari nel 2018 e gli analisti sostengono che arriverà a 5 trilioni nel corso del 2021.

Sono numeri davvero impressionanti, soprattutto considerando che il retail sta vivendo un periodo in cui le vendite sono in calo.

Leggendo questi dati si potrebbe pensare che chiunque apra un e-commerce possa guadagnare un sacco di soldi, fino a diventare milionario.

Ma è davvero così?

Il fiorista sotto casa, il negozio di scarpe o quello che vende computer, possono realmente competere nel settore del commercio online?

Oppure a fare la parte del leone sono solo poche multinazionali?

Il panorama europeo dell’e-commerce

Secondo il report della Casaleggio Associati l’e-commerce nel 2016 in Europa ha generato un valore di oltre 500 miliardi di euro con Regno Unito, Germania e Francia, che rappresentano il 60%.

In grande crescita la Romania e la Slovenia.

E l’e-commerce in Italia?

Il mercato e-commerce ha generato in Italia nel 2016 un fatturato di 31,7 miliardi di Euro, con una crescita del 10% rispetto al 2015.

Sono numeri impressionanti che fanno capire quanto la vendita online sia un settore in forte crescita e possa rappresentare una grande occasione per chi vuole intraprendere una sfida imprenditoriale.

Aprire un e-commerce è abbastanza semplice, anche per chi non ha dimestichezza con i siti web, perché ci sono diverse piattaforme, alcune delle quali sono gratuite, che si installano con pochi clic.

Alcuni esempi? Magento, WordPress con il plugin Woocommerce, PrestaShop e ZenCart sono solo alcune e sono tutte molto performanti e relativamente intuitive.

Dopo aver creato il sito di e-commerce cosa succede? Dopo quanto tempo arrivano i primi guadagni?

Partiamo dal principio.

Come si crea un sito per l’e-commerce?

Il modo più semplice in assoluto e di solito anche più economico per creare il proprio sito di e-commerce, è quello di rivolgersi ad uno qualsiasi dei tanti fornitori, come register.it o aruba.it, che offre la piattaforma e il servizio di hosting.

Dopo aver scelto il fornitore è sufficiente seguire le istruzioni e con pochi clic si installa la piattaforma che è possibile personalizzare il sito con i propri dati, il logo, i colori e le varie categorie di prodotto.

Se si vuole un sito con una personalizzazione specifica, o se non si vuole avere alcun pensiero nella creazione del sito, si può contattare una delle tante web agency specializzate nella realizzazione di siti di e-commerce: questa soluzione solitamente presenta un costo maggiore.

In entrambi i casi, una volta creato il sito di e-commerce, si accede al pannello di controllo per inserire tutti i prodotti con le loro caratteristiche: una descrizione il più esaustiva possibile, le varianti di colore e di taglia, i quantitativi, la disponibilità, i prezzi e gli sconti.

A questo punto il sito e-commerce è pronto: ora cosa succede?

Il sito di e-commerce è online e i motori di ricerca lo hanno già indicizzato: digitando su Google il nome del sito, questo appare regolarmente.

Mancano alcune pagine, ma è cosa normale perché i motori di ricerca impiegano alcuni giorni per indicizzare il sito completo.

Il problema nasce quando si prova ad effettuare una ricerca per le parole chiave inerenti al settore in cui opera il sito di e-commerce: nel 99% dei casi il suo link non compare in prima pagina e nella maggior parte dei casi non compare nemmeno nella seconda né nella terza.

Perché il nuovo sito di e-commerce non compare nelle prime pagine di Google?

Perché per quelle stesse parole chiave i motori di ricerca danno la precedenza a siti web più vecchi, più visitati e, magari, con tanti link provenienti da altri siti accreditati.

Questo significa che per aumentare la popolarità del sito di e-commerce appena creato si debba lavorare molto sul marketing sulla comunicazione.

È necessario realizzare una strategia di marketing e di comunicazione con l’obiettivo per far crescere il marchio dell’azienda che ha deciso di vendere tramite l’e-commerce da una parte e dall’altra per promuovere i prodotti attraverso le campagne pubblicitarie.

L’azienda deve avere dei capitali da investire nel marketing e nella comunicazione, oltre che nella qualità del prodotto e nei servizi pre e post vendita.

Nella fase di studio sulla fattibilità di un progetto per un negozio di vendita online è necessario considerare la voce “marketing e comunicazione” nel budget totale.

Bisogna prevedere che l’investimento per la realizzazione del sito di e-commerce è solo una parte delle spese che si devono sostenere per vendere online.

Il lavoro per portare i siti di e-commerce sulla prima pagina dei motori di ricerca come Google è particolarmente lungo e faticoso, soprattutto per parole chiave inerenti ai settori dell’elettronica, dell’abbigliamento tradizionale e sportivo, dei computer o dei viaggi.

Se su Google si effettua la ricerca per un pc portatile si deve competere con 12 milioni di siti che parlano di questo stesso argomento e Google darà comunque sempre la precedenza a siti web dei grandi marchi di elettronica che vendono al dettaglio e ad Amazon.

Si parla di aziende che hanno budget da migliaia di euro, in alcuni casi anche di milioni di euro per il marketing, la brand positioning e la pubblicità di prodotto.

Come possono il fiorista sotto casa, il negozio di scarpe o quello che ripara e vende i computer, competere con aziende multinazionali nel settore della vendita online?

Non si tratta solamente di budget da destinare agli investimenti, ma anche di notorietà del marchio e di fiducia che il consumatore in esso ripone.

Tu compreresti un computer da 600 euro attraverso un sito di e-commerce che non conosci?

Forse si, ma prima ti informeresti su Google, sui social network, sui forum e ovunque tu possa reperire informazioni utili alla tua scelta.

Bisogna inoltre tenere presente che il singolo negozio difficilmente può competere con una multinazionale nella battaglia dei prezzi a parità di marchio e di prodotto.

Quindi se lo stesso computer viene venduto da Amazon o da altri siti web accreditati e famosi molto probabilmente ad un prezzo più basso, da chi lo compreresti?

Il problema principale di tutti gli imprenditori che vogliono aprire una attività, sia un e-commerce o un negozio fisico è quello di raggiungere i potenziali clienti e convincerli a fidarsi dell’azienda e ad acquistare i propri prodotti e servizi.

Nel caso del negozio fisico c’è il vantaggio di essere ben visibile, soprattutto se è posizionato su una strada con un buon flusso di persone. Bisogna comunque convincere i potenziali clienti ad entrare nel negozio, ma la visibilità è garantita.

Nel caso di un e-commerce questo vantaggio viene meno per cui si rende necessario investire su attività di marketing e di comunicazione in due direzioni: da una parte bisogna lavorare per il brand positioning e dall’altra sul singolo prodotto.

Questo significa destinare un budget proporzionato ai risultati che si vogliono ottenere: maggiore sarà l’investimento, più ampia sarà la possibilità di far crescere il marchio e di vendere.

Nel nostro caso, il fiorista sotto casa, il negozio di scarpe o quello di computer devono proporre l’e-commerce come un servizio aggiuntivo ai propri clienti, almeno all’inizio.

Con il passare del tempo, grazie allo sviluppo di una strategia di marketing e di comunicazione mirata a raggiungere i potenziali clienti si potrà far crescere l’e-commerce fino a renderlo l’unico canale di vendita.

Il processo è lungo e richiede un investimento considerevole in termini di risorse finanziarie ed umane.

Tornando alla domanda iniziale di questo articolo: l’e-commerce funziona davvero?

La risposta è: si funziona per le grandi aziende che hanno un marchio conosciuto e vogliono ampliare i propri canali di vendita aggiungendo il sito di e-commerce.

Queste aziende hanno risorse economiche e umane sufficienti a promuovere il proprio e-commerce a livello globale.

E le piccole realtà possono guadagnare con l’e-commerce?

In linea teorica no, perché a parità di marchio e di prodotto non dispongono delle stesse risorse delle grandi aziende, ma in pratica è possibile in alcune situazioni, come ad esempio:

  • utilizzare l’e-commerce come canale di vendita aggiuntivo per i propri clienti migliorando la qualità del servizio
  • operare in un settore di mercato o in una zona geografica specifica che ha ancora pochi e-commerce concorrenti
  • offrire servizi aggiuntivi che possano differenziare l’offerta rispetto ai concorrenti
  • avere una buona reputazione come e-commerce a livello locale sfruttandola per crescere a livello nazionale

In conclusione se stai pensando di aprire un e-commerce devi valutare attentamente se esiste la domanda per il prodotto che vuoi vendere, quanti e quali sono i tuoi concorrenti e quanto è grande il mercato in cui hai intenzione di operare.

Più ampio è il mercato, maggiore sarà la presenza di concorrenti, più alto dovrà essere l’investimento iniziale.

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